View sugli investimenti dei nostri CIO

Punti principali
Cosa pensano i nostri CIO?
- Capex legato all’IA e vincoli energetici
- Prospettive di crescita globale
- Rotazione di capitale e dinamiche creditizie
1. In che modo gli investimenti in conto capitale legati all’IA e i vincoli energetici emergenti stanno plasmando la prossima fase di crescita?
Cosa stiamo monitorando: la misura in cui i vincoli sul lato dell’offerta potrebbero diventare un collo di bottiglia pluriennale per la crescita trainata dall’IA. Riteniamo che il capex alimentato dall’intelligenza artificiale stia ampliando le opportunità nei settori delle infrastrutture, dell’energia e del credito, rafforzando al contempo una maggiore selettività, poiché i vincoli di offerta determineranno i vincitori lungo la catena del valore.
- Disponibilità di energia: se la capacità della rete, l’approvvigionamento energetico e i tempi di approvvigionamento delle turbine possano tenere il passo con la domanda dei data center.
- Manodopera specializzata: se il talento tecnico e i servizi infrastrutturali possano svilupparsi abbastanza rapidamente per supportare le tempistiche di costruzione.
- Catene di approvvigionamento: se la carenza di componenti e i ritardi nelle autorizzazioni rallenteranno l’implementazione o andranno a ridefinire dove vengono costruite le infrastrutture per l’IA.
Il capex legato all’IA rimane un fattore centrale della leadership di mercato, favorito da continue revisioni al rialzo e forti investimenti da parte di hyperscaler e dei costruttori di modelli di frontiera, che potrebbero sostenere un ciclo globale di investimenti da 2.000-3.000 miliardi di dollari entro il 2030. I fondamentali economici della potenza di calcolo rimangono convincenti, ma richiedono un'alta intensità di capitale: 1 gigawatt può generare circa 10 miliardi di dollari di ricavi per i principali sviluppatori e operatori di modelli di IA, a fronte di un investimento iniziale di circa 50 miliardi di dollari in chip, infrastrutture dei data center, energia e servizi di supporto. Di conseguenza, il vincolo si sta spostando verso la fase di esecuzione. La questione centrale non è più se le società vogliano investire, ma se siano in grado di assicurarsi l’energia, lo spazio, la catena di approvvigionamento dei semiconduttori, la manodopera e i finanziamenti necessari per realizzare progetti su larga scala.
Tre principali ostacoli che stanno influenzando l’implementazione: i servizi infrastrutturali specializzati, tra cui la fibra, il raffreddamento e la manodopera tecnica; i vincoli relativi ai componenti, in particolare la gestione termica, il raffreddamento a liquido e le turbine; e l’opposizione locale, comprese le difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni e la resistenza da parte delle comunità. Tra questi fattori, l’energia sta emergendo come un potenziale vincolo strutturale e di lunga durata, con i limiti della rete e i tempi di consegna delle turbine che incidono sulle scelte di localizzazione degli impianti e accelerano l’interesse per soluzioni “behind-the-meter” e strategie energetiche alternative.
Anche il finanziamento rimane un fattore abilitante cruciale. Sebbene i flussi di cassa degli hyperscaler sostengano una parte significativa della spesa, la quota aggiuntiva di circa 1.000 miliardi di dollari potrebbe richiedere un ricorso più ampio al debito, al capitale azionario e ai finanziamenti cartolarizzati per colmare un crescente divario di finanziamento.
Allo stesso tempo, le opportunità continuano ad ampliarsi oltre i chip, con potenziale valore tra i fornitori di servizi, di componenti, le infrastrutture energetiche e le piattaforme di finanziamento, che potrebbero contribuire a superare questi colli di bottiglia e ad accelerare l’implementazione.
Per approfondire la disponibilità delle strutture, si veda Investire nell’architettura del futuro dell’IA e per saperne di più sul nostro recente viaggio sulla costa occidentale degli Stati Uniti approfondire Dentro la catena del valore dell’IA.
2. In che modo l’inflazione, le dinamiche geopolitiche e le forze strutturali di lungo termine stanno ridefinendo le prospettive di crescita globale?
Cosa stiamo monitorando: il contesto previsto mette alla prova le tradizionali coperture di portafoglio e potrebbe rafforzare la necessità di una costruzione di portafoglio più resiliente.
- Un contesto di crescita statunitense al di sotto del trend ma stabile, sostenuta dal miglioramento della disinflazione, potrebbe indurre la Fed a mantenere i tassi invariati nel breve termine.
- Nel lungo periodo, i mercati globali sono sempre più influenzati dal dominio fiscale, con i movimenti dei tassi d’interesse guidati più dai premi a termine che dagli shock di crescita tradizionali.
L’aumento dell’offerta di titoli di debito, proveniente sia dal Tesoro che dalle emissioni societarie legate all’intelligenza artificiale, esercita una pressione al rialzo sui rendimenti a lunga scadenza. La domanda di obbligazioni resta nel complesso sufficiente, ma distribuita in modo disomogeneo lungo la curva, portando a pressioni strutturali di irripidimento. Riteniamo che questa dinamica si manifesterà probabilmente in modo graduale man mano che i tassi saliranno, anziché attraverso una brusca rivalutazione nel breve termine.
Sebbene ci si aspetti che l’intelligenza artificiale possa generare un significativo aumento della produttività nel tempo, gli impatti macroeconomici a breve termine rimangono limitati a causa dei vincoli di capacità. L’effetto più immediato si osserva sul piano finanziario, nel capex su larga scala, nell’emissione di debito e nelle pressioni sull’offerta di lunga durata. Gli impatti più ampi sui mercati economici e del lavoro probabilmente si manifesteranno più avanti nel decennio, con potenziali cambiamenti nelle dinamiche di consumo.
Il tradizionale framework di costruzione del portafoglio 60/40 potrebbe essere meno efficace in un regime di maggiore variabilità dell’inflazione, aumento dei premi a termine e maggiore sensibilità dell’azionario ai tassi d’interesse. Notiamo un maggior numero di investitori che inseriscono nei portafogli coperture alternative e strategie trend-following per gestire i rischi fiscali, di inflazione e di duration. A nostro avviso, gli investitori dovrebbero ripensare le strategie che costituiscono il “40” nei portafogli che mirano a generare reddito, liquidità e diversificazione.
3. In che modo il riciclo del capitale e l’evoluzione delle dinamiche creditizie influenzeranno la prossima fase dei rendimenti?
Cosa stiamo monitorando: i mercati pubblici e privati stanno diventando sempre più interconnessi, poiché le modalità di finanziamento, acquisto e vendita degli asset continuano a evolversi. Questo rende i trend dei mercati privati sempre più rilevanti per gli investitori dei mercati pubblici e influenza il modo in cui i rischi e le opportunità potenziali possono propagarsi all’interno dell’intero sistema finanziario.
- I confini tra i mercati pubblici e privati sono sempre più sfumati, con capitali, finanziamenti e liquidità che circolano in modo sempre più fluido da entrambi i lati. Questa crescente convergenza sta influenzando il modo in cui gli asset vengono finanziati, valutati e, in ultima analisi, immessi sul mercato.
Un ritmo più lento di riciclo del capitale (ossia, meno società vendute o quotate in borsa) mantiene il capitale vincolato più a lungo e aumenta la dipendenza dai mercati del credito. Con un numero inferiore di potenziali exit (ovvero minori opportunità di vendere gli investimenti e restituire liquidità agli investitori), viene restituito meno capitale, il che significa che non viene reinvestito con la stessa rapidità. Di conseguenza, alcuni investitori si stanno orientando maggiormente verso il credito pubblico e privato per generare reddito e accedere alla liquidità, in attesa di ottenere rendimenti.
Gli investitori stanno utilizzando una gamma più ampia di strumenti per generare liquidità e gestire i portafogli. Approcci come secondaries e i fondi di continuazione vengono utilizzati per offrire maggiore flessibilità e possono aiutare gli investitori a detenere attività solide più a lungo, restituendo comunque parte del capitale nel corso del tempo.
Per gli investitori del mercato pubblico, ciò potrebbe significare una riduzione del numero di nuove quotazioni nel breve termine, poiché le aziende rimangono private più a lungo. Nel corso del tempo, questa tendenza potrebbe condurre a opportunità più sporadiche e concentrate quando le società, alla fine, arrivano sul mercato.
Dati in primo piano: Gli investimenti nell’IA
- 2-3
- Mila miliardi di USDGli investimenti nell’IA potrebbero favorire un ciclo globale di capex di circa 2.000-3.000 miliardi di dollari entro il 2030
- 10
- Miliardi di USD1 gigawatt di capacità IA può generare circa 10 miliardi di dollari di ricavi
- 2-5
- AnniLe tempistiche di realizzazione dei data center si allungano: da circa 2 anni a un intervallo più realistico di 2-5 anni
Fonte: Goldman Sachs Asset Management. Al 15 giugno 2026. Le previsioni economiche e di mercato presentate hanno meri fini informativi e sono aggiornate alla data di questa presentazione. Non c’è garanzia che tali previsioni verranno confermate. Si vedano le note aggiuntive a fine presentazione.
Cosa determina il nostro Outlook per il terzo trimestre?
Tendenze macroeconomiche che influenzano le nostre view sugli investimenti
La crescita statunitense si mantiene intorno al 2%, in linea con le prospettive del nostro team Public Investing e sostenuta dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, dagli stimoli fiscali, dai venti favorevoli dell’IA e dalla resilienza delle imprese. Detto ciò, la debole crescita del reddito reale rappresenta un rischio nel breve termine per i consumi delle famiglie.
Le previsioni di crescita nelle principali economie di Europa e Asia sono state riviste al ribasso a causa degli effetti della volatilità dei prezzi dell’energia. In Europa, un brusco rallentamento dell’attività nel settore dei servizi e dei mercati del lavoro, unitamente all’inasprimento delle condizioni finanziarie, potrebbe determinare una crescita del PIL inferiore al trend nel 2026. Riteniamo che la crescita in Giappone possa restare solida, grazie all’aumento dei salari e alla solida redditività delle imprese.
Nel team Public Investing, vi è ampio consenso sul fatto che i rischi inflazionistici nel breve termine rimangano elevati, per effetto dei dazi e degli shock energetici, il che potrebbe mantenere elevate le correlazioni tra azioni e obbligazioni. Tuttavia, il nostro team Multi-Asset Solutions (MAS) e il nostro team Fixed Income prevedono un percorso graduale verso la disinflazione per il 2027, man mano che gli effetti dei dazi si attenueranno e i prezzi dell’energia si stabilizzeranno, sebbene tale traiettoria rimanga probabilmente irregolare e sensibile alle dinamiche del mercato del lavoro e agli sviluppi sul fronte energetico.
Nella riunione di giugno, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha mantenuto i tassi d’interesse invariati e i verbali hanno evidenziato un tono restrittivo in quella che è stata la prima riunione di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Le prospettive rimangono altamente incerte e dipendenti dai dati economici; il nostro team Fixed Income ha quindi abbandonato l’aspettativa di un orientamento accomodante da parte della Fed in vista del 2027.
Il quadro macro dei tassi continua a divergere tra le aree geografiche. Il nostro team Fixed Income mantiene un atteggiamento cauto sulle mosse di politica monetaria nel Regno Unito e in Europa, dove il rallentamento della crescita e l’indebolimento del mercato del lavoro potrebbero limitare ulteriori inasprimenti. Al contrario, ci aspettiamo che la Bank of Japan continui il suo percorso di normalizzazione, con potenziali rialzi dei tassi, poiché i rischi di inflazione persistono e la politica rimane accomodante.
View del mercato riflesse nella costruzione del nostro portafoglio
A livello globale, i recenti risultati sugli utili hanno continuato a rafforzare il quadro di resilienza delle imprese, sostenuto dalla crescita trainata dall’IA, da bilanci solidi e da condizioni fiscali favorevoli, soprattutto in Europa e in Giappone. I nostri investitori dell’azionario quotato mantengono un atteggiamento positivo nei confronti dei mercati sviluppati globali, con l’aspettativa che la performance di mercato continui ad ampliarsi grazie al miglioramento del momentum fondamentale e tecnico. Pur consapevoli delle valutazioni elevate nei mercati emergenti, gli ottimi utili trainati da margini solidi e l’esposizione a temi strutturali sostengono il nostro outlook positivo su questa asset class.
MAS mantiene un orientamento favorevole sui mercati azionari globali e prevede che la performance si estenderà a molti settori grazie a una più ampia diffusione della crescita degli utili, sebbene le valutazioni offrano un margine di errore limitato. Anche il team Quantitative Investment Strategies (QIS) mantiene una posizione favorevole, sostenuta da segnali fondamentali e tecnici molto positivi, pur segnalando una stagionalità di breve periodo più prudente e opportunità ancora presenti nei mercati emergenti. Dal punto di vista azionario, si attribuisce sempre maggiore enfasi alla composizione dei rendimenti, con la convinzione che ulteriori rialzi dovranno essere trainati dalla crescita degli utili piuttosto che dall’espansione dei multipli.
Il team Fixed Income rimane sostanzialmente neutrale sui tassi, ritenendo bilanciato il rapporto rischio/rendimento complessivo. Negli Stati Uniti, una crescita più forte e pressioni inflazionistiche persistenti avvalorano l’ipotesi di tassi più elevati per un periodo più lungo, mentre in Europa e nel Regno Unito dinamiche di crescita più deboli creano maggiore spazio per una riduzione dei tassi. Il Giappone rappresenta un caso a sé stante, poiché la normalizzazione della politica monetaria dovrebbe esercitare una pressione al rialzo sui rendimenti. Dal punto di vista del team QIS, la convinzione sulla direzione dei tassi rimane debole, con una maggiore enfasi sulle opportunità di valore relativo tra diverse aree geografiche e strutture della curva.
La posizione del team Fixed Income sul credito resta sostanzialmente invariata rispetto al trimestre precedente, con una costante attenzione alle interessanti opportunità di carry, in particolare nel credito cartolarizzato. Permangono alcune opportunità nell’high yield, compreso il debito legato ai data center connesso agli investimenti nell’IA, in cui siamo attivi ma selettivi. Il debito dei mercati emergenti continua a essere privilegiato grazie a fondamentali più solidi e a una relativa protezione dalle intense dinamiche di emissione associate allo sviluppo dell’infrastruttura IA.
Il team Fixed Income mantiene una view positiva sul dollaro statunitense, supportata da una crescita relativa più solida negli Stati Uniti, da venti favorevoli sul fronte fiscale e da continui flussi di capitale trainati dall’IA, pur mantenendo una view più moderata sull’euro e sulla sterlina britannica, viste le dinamiche di crescita interna più deboli e l’impatto degli shock energetici dovuti alle vicende geopolitiche. Il team rimane inoltre ottimista sulle valute dei mercati emergenti e asiatiche, dove i fondamentali e il carry sono più favorevoli. Al contrario, QIS mantiene una prospettiva più ribassista sul dollaro, citando fattori contrari in termini di valutazioni e momentum limitato, e privilegia invece le valute cicliche e dei mercati emergenti, in particolare in Asia.
Come sono cambiate le convinzioni macro e di mercato rispetto al trimestre precedente?
Le aspettative su crescita e inflazione rimangono sostanzialmente in linea con il consenso. In particolare, sia Goldman Sachs Global Investment Research (GIR) che il nostro team Fixed Income prevedono che la Fed mantenga invariato il tasso di riferimento quest’anno. Guardando al futuro, le prospettive di politica monetaria presentano lievi divergenze. Il nostro team Fixed Income ha abbandonato le aspettative di politiche accomodanti e ora prevede che i tassi rimangano invariati nel 2027, a differenza di GIR che prevede invece tagli dei tassi. L’incertezza riguardo alla tempistica precisa di ulteriori inasprimenti resta elevata. Le dinamiche fiscali generali rimangono sostanzialmente invariate e in linea con il consenso.
In sintesi
